POST EVENT - Presentation of the Business Survey Results 2020, 8 Febbraio 2021

08 Febbraio 2021

Cari Soci e Amici della CCIC,

Oggi 8 febbraio 2021, la Camera di Commercio Italiana in Cina (CCIC) ha presentato i risultati della III edizione del Business Survey della CCIC. L'evento di presentazione si è svolto sia online, sulla piattaforma Zoom, sia offline presso gli uffici della CCIC (Pechino, Chongqing, Guangzhou, Shanghai), con la partecipazione di più di 100 rappresentanti della comunità business Sino-Italiana.  Clicca qui per scaricare il report and click clicca qui per scaricare lo slideshow con la data analysis.

Considerando le difficoltà imposte dalla pandemia a livello globale, l'obiettivo della pubblicazione è quello di identificare le sfide e le opportunità affrontate dalle aziende italiane e cinesi, nonché di svolgere un’indagine sul sentiment dei rappresentati delle stesse in merito alle attività di business in Cina.

Sviluppato dalla CCIC in collaborazione con l'International Business School Suzhou della Xi'an Jiao-tong Liverpool University (IBSS, XJTLU), il report è strutturato in cinque sezioni: panoramica aziendale, scelte strategiche, performance finanziarie, ambiente aziendale e prospettive.

L'edizione 2020 ha coinvolto per la prima volta sia i Soci che gli Amici della CCIC, offrendo quindi un’analisi basata sul responso sia delle aziende italiane che di quelle cinesi.

L’evento di presentazione dei risultati ha avuto l’onore di vedere la partecipazione dell’Ambasciatore d'Italia nella P.R.C, Luca Ferrari, che ha aperto l’incontro.

 

A seguire, il Presidente della CCIC Paolo Bazzoni ha presentato la prima parte dei risultati del sondaggio.

 

I risultati sono basati sul responso di 304 Soci e Amici della CCIC, i quali rappresentano una buona parte della comunità d’affari italo-cinese, con l'88% che si è identificato come piccola e media impresa (PMI), mentre il 12% come grandi attori. Tra le aziende che hanno partecipato al sondaggio, più del 60% è presente sul territorio cinese da più di 10 anni, il 23% tra i 4 e i 10 anni e solo il 17% da meno di 3 anni.

Per quanto riguarda i settori, la Cina è ancora il centro di produzione per le aziende italiane. Automotive, macchinari e altri segmenti manifatturieri rappresentano rispettivamente il 10%, l'11% e il 19%, mentre è anche vero che le aziende italiane sono equamente divise tra servizi e prodotti industriali con servizi alle imprese che rappresentano il 32%.

La seconda parte è stata presentata dal professor Roberto Donà, che ha introdotto i risultati del sondaggio. Tra i fattori identificati dai partecipanti al sondaggio come motivazioni per operare in Cina vi sono l’accesso al mercato, la sostenuta crescita economica e l’elevata domanda di prodotti e servizi da parte dei consumatori, mentre altri come gli incentivi locali e la possibilità di attrarre talenti locali sono una tendenza al ribasso. 

 

Oltre alla pandemia di COVID-19, la comunità sino-italiana sta affrontando altre sfide tra cui una crescente competizione sia con le aziende cinesi che con aziende non italiane e non cinesi, oltre all’aumento del costo del lavoro. Negli ultimi 3 anni, l'83% di coloro che hanno partecipato al sondaggio ha registrato un aumento del costo del lavoro. Tra questi, il 16% ha notato un aumento del 10%, il 29% un aumento tra il 6% e il 10%, mentre il 25% ha notato un aumento del costo del lavoro tra il 4% e il 5%.

In confronto al 2019, il 2020 è stato un anno difficile in termini di previsione del fatturato. L’80% dei partecipanti prevede un andamento stabile del fatturato nella Cina Continentale, mentre un calo in Greater China.

Le aziende riconoscono gli sforzi compiuti dal governo cinese per facilitare l'ambiente imprenditoriale in Cina, con azioni tra cui la riforma delle imprese statali (SOE) e la semplificazione delle procedure burocratiche. Dall’indagine inoltre è emerso che le aziende ritengono iniziative come Made-in-China 2025 e Belt and Road Initiative (BRI) un supporto valido per l’aumento del fatturato aziendale.

Nonostante le sfide imposte dal COVID-19, le previsioni delle aziende in merito al fatturato nell’anno 2021 rimangono positive. La stragrande maggioranza (70%) degli intervistati prevede una tendenza positiva nello scenario aziendale complessivo nei prossimi cinque anni, mentre il 18% rimane neutrale. Questo include industrie nei 5 settori principali: servizi ai consumatori, macchine, commercio, automotive e altre aziende manifatturiere.

Per quanto riguarda il potenziale del mercato cinese, la maggior parte delle azienda ha risposto “sì” per pianificare ulteriori investimenti nel prossimo piano quinquennale (2021 - 2025) e il 48% degli intervistati ha fornito un feedback dei progetti di investimento in corso e di quelli pianificati per il futuro.

I risultati dell'indagine sono poi stati discussi dai seguenti relatori: Matteo Tanteri, Vicepresidente della CCIC (Pechino), Gianluca Luisi, Membro del Consiglio Direttivo della CCIC (Chongqing), Massimiliano Guelfo, Vicepresidente della CCIC (Guangzhou), Valtero Canepa, Vicepresidente della CCIC (Shanghai) e Riccardo Campanile, Membro del Consiglio Direttivo della CCIC (Suzhou).

 

 

Alla tavola rotonda è poi seguita una sessione di Q&A moderata dal Prof. Roberto Donà, che ha rappresentato un’opportunità di discussione per la comunità imprenditoriale Sino-italiana.

L’evento è stato moderato dal Segretario Generale della CCIC, Giulia Gallarati.

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Cordiali Saluti,

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