Lettera del Presidente della CCIC Davide Cucino ai Soci

01 Settembre 2017

Care Socie e cari soci,

al termine delle vacanze estive e dopo un ragionevole periodo di tempo successivo al mio insediamento desidero rivolgermi alla vostra attenzione per analizzare insieme la situazione della Camera di Commercio Italiana in Cina, le sue recenti evoluzioni e le sfide che dovremo raccogliere nei prossimi mesi e nel prossimo anno.

Innazitutto vorrei spendere qualche parola sulle risorse umane, il più importante asset della Camera. I vertici elettivi cambiano mentre sono le figure operative a garantire quella continuità necessaria ad ogni organizzazione per svolgere al meglio le sue funzioni.

Dal 1 agosto insieme al Consiglio Direttivo si è ritenuto di dare fiducia alle risorse che sin qui hanno contribuito a mantenere stabilità alla CCIC, pertanto la posizione di Segretario Generale è stata affidata a Giulia Gallarati, già in forze alla CCIC dal 2013. Alcune funzioni di rilevanza nazionale, quali l’attività di marketing e rapporto con i soci e quella dell’organizzazione e gestione dei grandi eventi, sono state affidate all’esperienza del Manager di Shanghai Simona Lodolo. Tutto lo staff infine lavorerà in stretto coordinamento per assicurare la gestione della CCIC a livello nazionale attraverso programmi che evitino inutili duplicazioni e consentano pertanto efficienze amministrative.

All’indomani dell’inizio della mia presidenza ho lavorato insieme ai colleghi del CD e allo staff per migliorare l’offerta dei servizi e, ove possibile tenuto comunque conto della limitatezza delle risorse, per sviluppare nuove iniziative. Abbiamo avviato una serie di roadshow in città di seconda e terza fascia, compiuto missioni insieme agli altri attori del Sistema (Ambasciata e Agenzia ITA), organizzato conferenze formative sia per i soci che in occasione di manifestazioni di carattere più generale.

Particolare successo tra i partecipanti e tra i media ha riscosso l’VIII appuntamento dei Panda Awards. Ci attendono in questa seconda parte dell’anno altre manifestazioni di coesione delle due comunità d’affari, quella cinese e quella italiana con lo scopo di mostrare all’esterno le diverse sfaccettature delle competenze che esprimiamo: dal saper vivere al saper fare!

Sul lato economico-finanziario abbiamo dovuto trovare soluzioni che mediassero alla necessità da una parte di razionalizzare i costi e dall’altra di investire per originare maggiori ritorni. Se nel breve periodo non si raggiungeranno probabilmente dei risultati visibili, il conseguimento di progetti che prenderanno avvio nel 2018, così come la partecipazione a iniziative di sistema sempre previste nei primi mesi del prossimo anno nel settore del turismo, consentiranno alla CCIC di procedere verso un graduale miglioramento della sua situazione economica.

D’altronde, rispetto ad altre organizzazioni, la complessità di dovere garantire più presidi all’interno di un così enorme territorio rappresenta un forte impedimento al contenimento di alcuni costi quali quelli delle risorse umane, dei canoni di locazione e del movimento tra sedi.

Vi sono ancora molte cose da realizzare rispetto agli obiettivi che ci siamo dati, la messa a punto di un sistema informatico che consenta alla CCIC più agilità nella gestione dei desiderata dei propri associati, la pubblicazione di nuove analisi sui temi di maggiore interesse per i soci e per il nostro paese e più appuntamenti di carattere formativo. Per questo c’è bisogno non solo di tempo e risorse umane, ma soprattutto di una maggiore disponibilità di cassa che potrà essere raggiunta anche attraverso il Comitato di Advisory Members che conto di creare entro la fine del 2017.

Con l’indispensabile contributo dell’Agenzia ITA pubblicheremo nel mese di settembre le brochure del Gruppo di Lavoro Energia e Ambiente e quello dell’Urbanizzazione Sostenibile, che insieme alla brochure Vitalyty consentono alla CCIC e a tutto il Sistema di promuovere progetti di filiera in Cina. Esse saranno presentate a margine della partecipazione della CCIC all'International Low Carbon City Forum di Shenzhen che quest’anno vedrà l’Italia come ospite d’onore con la partecipazione del MATTM e con quella in qualità di keynote speaker del Prof. Francesco Profumo, Presidente della Compagnia di San Paolo e già Ministro del MIUR e a cui la CCIC accompagnerà una decina dei suoi associati.

Inoltre, grazie alla pro-attività del Gruppo di Lavoro Aviation and Aerospace, la CCIC parteciperà per la prima volta con un padiglione collettivo che vede la presenza di ben sei aziende alla Aviation Expo China (19-22 Settembre). Anche in questo caso sarà pubblicata una brochure completamente elaborata dai membri del Gruppo di Lavoro.

La Camera guarda inoltre all’innovazione e ai giovani che ne sono spinta propulsiva. In tale contesto si è fatta promotrice del progetto ISIC, insieme a Tech Silu e ThinIN China, e allo stesso tempo patrocinerà una ulteriore iniziativa, Istarter. Entrambi gli eventi dimostrano il fermento anche nel nostro paese verso un nuovo importante segmento quale quello delle start-up a cui la CCIC intende in futuro prestare maggiore attenzione con un programma più strutturato.

Resta infine aperta la questione delle modifiche statutarie, che tuttavia vorrei sottolineare non andranno a stravolgere la “carta” associativa se non nelle sezioni dove non vi sia più allineamento con l’evoluzione del contesto in cui quotidianamente operiamo. Esso terrà conto anche dei contributi imprescindibili del MoCA e di Assocamerestero a cui mandatoriamente dobbiamo rispondere. Un nuovo Comitato composto dai tre Vice Presidenti e coadiuvato da un tecnico avrà pertanto il compito di ritoccare quanto basta il testo già preparato dalla Commissione che vi ha lavorato nei mesi scorsi e che sarà sottoposto ai soci attraverso una tabella comparativa.

Concludo questo mio messaggio con l’auspicio che la base associativa comprenda le difficoltà di questa fase e contribuisca secondo disponibilità agli sforzi per fare ulteriormente crescere questa organizzazione. Essa oggi gode di enorme credibilità tra le autorità cinesi e le istituzioni italiane soprattutto grazie alle competenze che le nostre aziende hanno saputo esprimere in Cina e in tutto il mondo. Il compito della CCIC è quello di amplificare questo valore. Lo possiamo fare solo se ognuno di noi continuerà a metterci la propria faccia.

Grazie.

Davide Cucino 

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